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lunedì 4 marzo 2013

Ascend. Il regno ritrovato - Amanda Hocking

Dopo Switched e Torn, ecco a voi l'ultimo e conclusivo numero della saga Trylle, di quel caso letterario che è l'autopubblicazione ad opera di Amanda Hocking.
Copertina originale

Copertina italiana
Titolo: Ascend. Il regno ritrovato
Autrice: 
Amanda Hocking
Traduzione: 
Sabina Terziani
Editore: Fazi
Pagine: 272
Prezzo: 9,90 €
Prezzo e-book: 4,90 €

Trama:

Con la madre che diventa ogni giorno più debole, Wendy è costretta ad assumere la direzione del regno, mediare con il cancelliere e la classe dirigente che la osteggia e ritiene che consegnarla alla tribù nemica dei Vittra possa assicurare la pace ai Trylle.
Fortunatamente Wendy è supportata da Tove, il suo promesso sposo, Finn, il suo primo amore, la guardia del corpo Duncan, l'amica Willa e il fratello Matt. Un giorno, un Loki che è stato chiaramente torturato si presenta alla porta del castello chiedendo l'amnistia: il re dei Vitta (e padre di Wendy), ha espresso l'irritazione nei confronti del ragazzo per non essere stato capace di consegnargli la principessa Trylle, con una serie di torture.
Mentre la salute di Elora peggiora avvicinando velocemente il giorno in cui la ragazza sarà regina dei Trylle, madre e figlia cominciano a conoscersi e a capirsi superando le vecchie incomprensioni. Il giorno del matrimonio, Oren fa la sua comparsa per dichiarare la guerra, e poche ore dopo una città dei Trylle è messa a ferro e fuoco. Wendy si trova così costretta a decidere se combattere o consegnarsi, consapevole che Oren non si arrenderà finchè non possiederà entrambi i regni e tentando inutilmente di convincere i nobili ad utilizzare i loro poteri per difendere il popolo; contemporaneamente si ritrova a fare i conti con un sentimento sempre più profondo per Loki e una vita matrimoniale non proprio soddisfacente.

Pensiero:

Premesso che non è un capolavoro, un'opera da leggere assolutamente, o un immancabile, devo dire che a dispetto delle impressioni iniziali mi è piaciucchiato abbastanza. La principale pecca di quest'autrice consiste, a mio avviso, nel volere mettere troppa carne al fuoco: fin dal primo libro, infatti, dispiega uno scenario troppo dettagliato, che porta il lettore a perdersi. Troppi discorsi che vengono solo accennati e poi lasciati cadere, un susseguirsi continuo di aventi ed avvenimenti che non lasciano un attimo di respiro - ehi, calmati! Non ti corre dietro nessuno. - In questo capitolo finale cerca di riprendere in mano le fila, lasciando da parte  alcuni personaggi secondari (vedi Rhys, Rihannon e il padre di Tove) svaniti praticamente nel nulla. Anche l'elemento fantasy viene in gran parte ridimensionato, lasciando spazio alla crescita di una ragazzina  destinata a diventare regina (stile Pretty Princess con Anne Hathaway). Una storia con un lieto fine d'obbligo, in cui tutto va a posto: dal rapporto madre-figlia, al triangolo/quadrato amoroso, al matrimonio di convenienza, per poi arrivare ad un futuro teso a migliorare la situazione del suo popolo e a ribaltare molti dei torti compiuti in nome della tradizione.
Giudizio finale :  (da leggere per passare qualche ora di relax)

giovedì 28 febbraio 2013

Torn. Ritorno al regno perduto by Amanda Hocking.


In occasione dell'uscita dell'ultimo volume della trilogia mi sono resa conto con orrore che non ho recensito il secondo volume, quindi mi appresto a risolvere questa mancanza.

Titolo: Torn. Ritorno al regno perduto
Autrice: Amanda Hocking
Casa editrice: Fazi/Lain 
Data di uscita: 22 Giugno 2012
Traduzione: Silvia Pellegrini
Prezzo: 9,90 €
Pagine: 350

Trama:

Da quando Wendy ha scoperto di non essere umana ma una Trylle (ovvero una sorta di troll ma dalle sembianze umane, con un'avversione per le calzature e dei gusti alimentari più "naturali"), scambiata alla nascita, la sua vita è radicalmente cambiata.
Ma Wendy non è solo una Trylle, è la principessa dei Trylle, cosa che le impedisce di vivere il suo amore con Finn, il ragazzo che l'ha trovata e riportata a Forening, la capitale del suo regno. Per di più il rapporto con la madre, calorosa quanto un ghiacciolo ha finito per portare la ragazza a prendere una decisione drastica: abbandonare la sua nuova vita e ritornare dal fratello Matt. Ma i Vittra, tribù nemica dei Trylle, non si lasciano sfuggire l'occasione di catturarla e portarla dal re Oren, che rivela di essere -niente po po di meno che...- il padre di Wendy.
L'oscuro sovrano vuole comandare entrambi i regni tramite la figlia, ma prima di poter avvinghiarla con i tuoi tenacoli, Finn, Duncan e Tove fanno irruzione per liberarla. Complice silenzioso è Loki, il carceriere di Wendy che poco dopo di presenta a Forening, l'attrazione tra i due cresce sempre più, ma per il bene del suo regno Wendy si troverà costretta ad abbandonare sia Finn che Loki, per sposare Tove, il principe più forte del suo regno e secondo candidato in linea di successione al trono.

Pensiero:

Come in quasi tutte le trilogie questo è un libro di transizione. C'è Wendy che si dibatte nel suo amore per Finn, il quale non sente la necessità di battersi per il loro amore, in quanto lo considera "sbagliato"; C'è un sentimento ancora indefinito per l'arrogante Loki che a volte getta la maschera lasciando intravedere un affetto puro e genuino per la protagonista. Wendy, a sua volta, comincia lentamente a maturare, ad essere consapevole del ruolo di doppia principessa abbandonando le moine del primo libro (che mi resta indigesto), e anche l'algida regina comincia a sciogliersi.
Permane l'odiosissima narrazione in prima persona, ma in questo caso c'è poco da fare, è una scelta narrativa per cui, volente o nolente ce la dobbiamo sorbire, ma ho notato una maturazione, linguistica e narrativa.
Sarà perchè sono partita con un giudizio negativo, sarà perchè ho riletto la storia con l'occhio di chi conosce il finale, ma il mio giudizio su questo libro è più positivo rispetto al precedente.
Giudizio finale : 

giovedì 31 gennaio 2013

Le scarpe rosse - Joanne Harris (sequel di Chocolat)

Ieri sera, approfittando di una notte insonne ho finito il sequel di Chocolat (recensione qui), avevo infatti deciso di aspettare che le impressioni non propriamente positive del primo di affievolissero (e l'uscita del terzo volume).

Trama:

Sono passati quattro anni da quando Vianne e le due figlie Anouk e Rosette (frutto di una notte d'amore con lo zingaro Roux) hanno lasciato Lansquenet, quattro anni in cui un evento misterioso ha cambiato completamente il modo di vedere e vivere la vita di Vianne.
Niente più magia, niente più festival, adesso lavora in una chocolaterie di quart'ordine in cui si limitaq a rivendere prodotti scadenti ai turisti che passano da Monmartre. Ha iscritto Anouk, anzi Annie, ad una buona scuola e si divide tra i pochi clienti e l'educazione di Rosette che non sa parlare, non va a scuola, e ha qualche problema comportamentale. Come se non bastasse (vuoi proprio farti del male) Vianne - Yanne de Charbonneau - è fidanzata con un riccone gradasso, tale Thierry, che le trasmette un senso di sicurezza e le strappa una promessa di matrimonio.
Un giorno sulla soglia della chocolaterie compare Zozie dell'Alba, strana e affascinante donna che calza delle fantastiche scarpe rosse. Man mano si intrufola nella vita delle ragazze, aiutando gratuitamente Vianne a rivoluzionare il negozio, convincendola a fare sa sola i suoi cioccolatini, e attirando come un falò i clienti, ignare falene del pericolo in agguato. Ebbene sì, perchè non è tutto oro quello che luccica e nulla e gratuito, infatti Zozie per il suo aiuto richiede un lauto compenso: la vita di Vianne e Anouk, nella cui magia grezza intravede un potenziale inimmaginabile.

Pensiero:

La storia di dipana su tre fronti, tre voci narranti : Vianne alle prese con una vita che ha perso colore e mordente, Anouk, ormai diventata un adolescente arrabbiata che cerca di sopravvivere a compagne di classe bieche e meschine che non esitano a rimarcare costantemente l'inferiorità economica della ragazzina, e per finire Zozie, cinica e spregevole che non si fa scrupoli ad eliminare qualunque ostacolo possa frapporsi fra lei ed il suo obbiettivo.
Fortunatamente non tutti soccombono al suo carisma magico: Jean-Loup, compagno e amico di Anouk, che per primo vede la falsità nell'operato di Zozie e Roux, da sempre restio a subire influenze magiche avverte qualcosa in questa donna che non lo convince.

Lontano dalla pedanteria e tediosità del curé Reynaud, questo trittico di voci ben si amalgama, avvince il lettore e rende la lettura veloce e scorrevole; la meschinità dei pensieri e delle azioni di Zozie mi hanno procurato non pochi brividi ("Non mangiarlo Jean-Loup!") è contrapposta alla bontà di Vianne, a dispetto di una vita non sempre facile. Anouk è una Vianne in fieri - la sua bontà è innegabile, così come il suo preoccuparsi e prodigarsi per gli amici -, ma la cattiva influenza di Zozie potrebbe avere effetti deleteri.

Il romanzo, pur mantenendo un tono leggero affronta tematiche importanti come la diversità dell'handicap, il razzismo, l'emarginazione, le difficoltà di una donna sola nel crescere i figli, la supponenza indotta dalla ricchezza.
Inutile ripetermi, opera ben strutturata che ottiene la mia approvazione.
Giudizio finale : 

giovedì 24 gennaio 2013

Nuova sezione!

Come potete vedere c'è una nuova pagina, "I miei e book", come si può intuire dal titolo è la lista dei miei ebook, per la maggior parte .epub. Se siete interessati ad un libro o ad una saga potete lasciare un commento, cercherò di rispondere celermente.
Besitos!

mercoledì 23 gennaio 2013

Lara Adrian - La stirpe di Mezzanotte

Rieccomi qui! Non sono morta, sono solo fuggita dalla scrittura e dal mondo in generale, rintanandomi nel mio mondo, quello fatto di libri, anime a manga.
Quindi comincio con l'augurarvi: Buon 2013! (meglio tardi che mai)
E proseguo a parlare dell'ultima saga letta : "La Stirpe di Mezzanotte", di Lara Adrian.
Generalmente sono sempre restia a scrivere di queste saghe immense, in particolare quando non si intravede una fine, ma in questo caso pur non avendo messo un punto definitivo a tutta la storia, abbiamo concluso un arco narrativo importante.

Trama: 

Nascosta nell'ombra, relegata dal folklore popolare a semplice leggenda, un'altra razza vive in mezzo a noi, parte umana e parte aliena: La Stirpe (noi li conosciamo come vampiri).
In un tempo remoto 8 alieni, gli Antichi, caddero sulla Terra, invadendola. Incapaci di assumere cibo, si nutrivano di sangue umano e la loro pelle si ustionava a contatto con i raggi solari. Uccisero e stuprarono senza pietà chiunque attraversasse la loro strada, per il semplice gusto di farlo. Da alcune di queste violenze vennero generati dei figli, i Gen Uno, primi capostipiti della Stirpe. Questi avevano ereditato da parte paterna "l'allergia al sole" e un organismo incapace di assumere cibo, mentre da parte materna l'umanità e il bisogno di ordine e disciplina. Ma il sangue è sia una necessità che una droga e assumendone in quantità eccessive si cade nella dipendenza, la "Brama di Sangue", finendo così per diventare dei Ribelli. 
Dopo l'assassinio della madre da parte del padre (uno degli Antichi) in preda alla brama di sangue, Lucan Thorne fonda l'Ordine con lo scopo di eliminare gli otto alieni. In seguito il compito dell'Ordine sarà lo sterminio dei Ribelli e mantenere segreta la loro esistenza alla razza umana.
In un complesso segreto a Boston Lucan e l'Ordine da lui fondato vegliano sulla città e sulla Terra. Una notte incontra Gabrielle, giovane fotografa che pare intenzionata a mettersi nei guai, viene infatti attratta da tutti i luoghi in cui i vampiri amano radunarsi o, peggio ancora, vivono. Uno sguardo e Lucan cade preda del suo fascino, sa che deve averla. E'sicuro che l'avrà, almeno finchè non nota una minuscola voglia dietro l'orecchio. Simbolo delle Compagne della Stirpe, donne umane dotate di un DNA unico, capaci di portare in grembo la nuova generazione di vampiri (che per un'anomalia genetica sono esclusivamente maschi). Donne venerate e con le quali i membri della Stirpe creano un vincolo indissolubile. In qualità di capo dell'ordine Lucan non può permettersi distrazioni, non può permettersi un punto debole quale sarebbe una Compagna, ma contro il destino c'è poco da fare. 
Pian piano conosceremo i guerrieri (Dante, Tegan, Rio, Niokolai, Andreas, Kade, Brock, Hunter e Chase) le loro storie, i loro demoni e le loro compagne (Tess, Elise, Dylan, Renata, Claire, Alex, Jenna, Corinne e Tavia). 

Pensiero:

Fin dal primo libro la vicinanza con la saga di J.R. Ward, la "Confraternita del Pungale Nero", è parsa lampante. E non solo perchè trattano di vampiri.
  1.  Entrambi hanno il compito di difendere la propria razza e gli esseri umani dai Ribelli/lesser
  2. Vivono in un complesso tutti insieme, all'inizio si definiscono fratelli ma sono per quel che riguarda la guerra, con l'aumentare della popolazione femminile diventerà sempre più una casa e una famiglia.
  3. Hanno dei problemi con l'Agenzia/glymera che guarda il gruppo di guerrieri dall'alto in basso anche se la loro sopravvivenza è garantita proprio da loro.
Ma non solo! Anche i personaggi Gideon-Thor (gli accoppiati, comandanti in seconda, più ragionevoli dei rispettivi "capitani"), Lucan-Wrath (capi e fondatori), Dante-Rhage (letali in guerra ma svagati e decisi a prendersi tutti i vantaggi che può offrire la vita), Tegan-Zadist (dal passato e costellato di violenza). 
Inizialmente mi sembrava di leggere una versione sbiadita e più pudica della "Confraternita". Ritenevo inoltre le storie troppo individualistiche, prive di quella coralità e quel senso di gruppo che nella Ward non è mai mancato. Per non parlare delle donne che venivano accantonate e messe a mangiare e copulare.
Man mano però col proseguire della storia l'insorgere di nuovi nemici, i romanzi migliorano e queste mancanze vengono ridotte sempre più (non spariscono, ma diminuiscono), così come il maschilismo estremo. La storia prende una direzione diversa, ho cominciato quindi ad affezionarmi ai protagonisti e alle loro compagne, a soffrire e sperare con loro.

L'unica pecca che permane in tutti i romanzi è la ripetitività dei termini e delle situazioni: si l'abbiamo capito il titanio corrode i Ribelli, la Brama di sangue è come una droga, le Compagne della Stirpe hanno un DNA unico, con le quali attraverso lo scambio di sangue si crea un vincolo impossibile da distruggere fino alla morte; dobbiamo per forza ripeterlo ogni volta?!?!?! 

Come ho detto col decimo capitolo si conclude un arco narrativo, dal prossimo romanzo, in uscita il 26 Febbraio si partirà con un la storia della piccola Miria, ambientata 20 anni dopo.

EDIT : Dimenticavo! Giudizio finale : 

giovedì 29 novembre 2012

Chocolat - Joanne Harris

L'ho finito ieri sera dopo aver rimandato anche troppo la lettura.
Sfido chiunque a non conoscere -volente o nolente (nel mio caso molto volente)- la storia, grazie al film col mitico Johnny Depp (Joooohnnyyy.... sbav sbav); ma restiamo concentrati e limitiamoci al libro.

Trama:

È il giorno di carnevale, quando nel piccolo paesino di Lansquenet-sous-Tannes fanno la loro comparsa la giovane Vianne Rocher e sua figlia Anouk. Dopo tanti anni passati a girovagare per il mondo, la donna decide di fermarsi (almeno per un po'), rileva una vecchia panetteria e ne fa una pasticceria La Céleste Praline.
Ma in un paese chiuso a nicchia come Lanquenet in cui il parroco, Francis Reynaud, la fa da padrone, Vianne non riceverà certo un caloroso benvenuto, tanto più che è appena cominciata la Quaresima e la sua attività è vista come un elemento di disordine.
Tuttavia col passare del tempo troverà degli amici fidati e scoprirà che i legami affettivi non sono un vincoli, quanto un sostegno. Fino a quando il vento non riprese a soffiare.

Pensiero:

Con l'indelebile ricordo del film impresso nella testa mi sono avvicinata a questo libro. Ho cercato -inutilmente- di dimenticare il film, l'aspetto dei protagonisti; ma Roux non riesce a sopprimere Johnny, Vianne è fin troppo stregonesca, e Reynaud è un bizzarro miscuglio del sindaco e del prete del film.
Senza contare la profusione di leccornie che costituiscono un vero e proprio attentato alla linea.
In sostanza non l'ho odiato, ma non mi è sembrato all'altezza del film; mi riservo comunque il diritto di cambiare opinione leggendo il seguito (ebbene si, è una trilogia! *shock*). Ho già il secondo, mentre per l'ultimo aspetto un edizione più economica, quindi stay tuned! ☺
Giudizio finale: 

martedì 20 novembre 2012

Tre letture (causa GDL)

Finisce sempre così, ogni mese partecipo a  questo gruppo di lettura e tra le varie proposte c'è sempre qualcuna che mi intriga, in questo caso sono ben tre, la mia proposta, il libro scelto e un terzo libro.
Sarà colpa della tematica rosa-erotico che (volente o nolente) mi prende tantissimo ho divorato tre libri in tre giorni, così ho deciso di metterli tutti nello stesso post.

Rosa d'inverno - Kathleen E. Woodwiss. 

Inghilterra, 1792.
Il Signore di Saxton è potente, cavalleresco, crudele, appassionato, ricchissimo. Il signore di Saxton cela sempre il suo volto con un cappuccio di cuoio: perché in un incendio è rimasto sfigurato e nessuno riesce a levare lo sguardo su di lui senza ripugnanza e orrore. La tenera, bella Erienne è appena diventata sua moglie, e trema al pensiero dell’intimità che ben presto sarà costretta a concedergli.

Il dilemma del conte - Emily May

Inghilterra 1816.
James Hargrave, Conte di Arden, ha urgente bisogno di una sposa e chiedere in moglie la sorella del suo più caro amico, l’insignificante Kate, gli sembra la soluzione più immediata. Lei tuttavia, pur amandolo profondamente, rifiuta la proposta di matrimonio e gli presenta diverse candidate al ruolo che in realtà vorrebbe per sé. Via via che le potenziali fidanzate gli sfilano davanti, però, James scopre che nessuna di loro possiede le attrattive che giorno dopo giorno vede emergere in Kate, e finisce per innamorarsi perdutamente di lei. E a quel punto non gli resta che un ostacolo da superare: l’irrevocabile decisione della giovane di non diventare sua moglie!

Ho sposato un libertino - Carolyn Jewel

Potrà Anne concedere il proprio cuore 
al più famoso libertino di Londra? 
Per il duca di Cynssyr, conosciuto come lord Lussuria, l’amore è solamente un inganno. Per lui non fa quindi molta differenza sposare Anne Sinclair, invece della sorella. Eppure, basta un’unica notte di passione con la donna che ora è sua moglie per legarlo indissolubilmente a colei che fino a quel momento aveva visto solo come una insipida zitella. Quanto ad Anne, che aveva giurato di proteggere la sorella dall’affascinante quanto dissoluto duca, mai avrebbe pensato di dover sacrificare, oltre alla propria virtù, anche il proprio cuore.

Pensiero:

Tre libri interessanti, che, come ho detto prendono tanto, ognuno ha un qualche tipo di difetto che gli impedisce di diventare splendidi, ma che non intaccano la lettura scorrevole e piacevole.
In particolare:
Rosa d'inverno : La protagonista è spesso affetta da ottusità acuta. La difesa a spada tratta del fratello, ben conoscendo il tipo di persona e attribuendo a Christopher ogni colpa della sua ubriachezza. E i processi arzigongolati  in cui salta di palo in frasca mentre il lettore è lì che si mangia le mani perchè ha già scoperto tutto e non vede l'ora che anche la protagonista ci arrivi.
Il dilemma del conte : E' quello che ho trovato migliore, sia come stesura che come trama per poi passare alle caratteristiche di ogni personaggio. L'unico appunto che posso muovere è che non amo particolarmente quei libri  che si concludono con la dichiarazione dì'amore + matrimonio. Una storia per essere davvero valida deve affrontare questioni più importanti che "Credimi, ti amo!" "No, non è vero!"; il matrimonio non è la fine ma l'inizio. Mancano inoltre situazioni piccanti.
Ho sposato un libertino : Questo è l'inverso del precedente, le situazioni piccanti non mancano ma la storia è completamente inesistente, per usare una citazione del libro: ci sono cose che necessitano di essere dette.
Giudizio finale Rosa d'inverno :  
Giudizio finale Il dilemma del conte : 
Giudizio finale Ho sposato un libertino :  

lunedì 19 novembre 2012

Battle Royale, il manga, il romanzo.

Alla fine di Hunger Games tra elogi e polemiche ho sentito l’irrefrenabile desiderio di conoscere la storia che aveva ispirato l’autrice (anche questo con tutte le polemiche di contorno).
Ho quindi adocchiato il manga ed il romanzo di Hunger Games su una mensola in camera del mio fidanzato. Il dilemma a questo punto era: da dove comincio?
Di solito in ogni trasposizione trovo elementi che non mi soddisfano a pieno quindi un po’ “a sensazione”, un po’ perché l’idea di mettere mano al mattoncino non mi solleticava più di tanto, sono partita dal manga.
Mai scelta fu più azzeccata.
La vera difficoltà che ho incontrato nella lettura sono i nomi, 42 nomi giapponesi (che anno assonanze abbastanza simili) e seguire la storia di ogni singolo personaggio mi avrebbe mandato al manicomio, mentre il manga mi associando il racconto all’immagine permette di seguire le vicende di ognuno.

Trama :

Nella Repubblica della Grande Asia, uno stato totalitario geograficamente localizzato nel Giappone della realtà, vige il BR act. Secondo tale legge, ogni anno viene scelta tramite sorteggio una classe di terza media per partecipare al cosiddetto Programma. Il gioco consiste in una lotta all'ultimo sangue in cui i partecipanti devono uccidersi a vicenda in un luogo scelto appositamente dal governo, precedentemente evacuato. Per costringerli a partecipare, tra i vari espedienti c'è un collare che fornisce al centro di controllo la posizione degli studenti e che esplode in caso di fuga o di ammutinamento. Ai partecipanti è fornita un'arma con criteri assolutamente casuali (dalle mitragliatrici ai coperchi di pentola), in modo da uniformare, affidandole completamente al caso, le possibilità di sopravvivenza. L'obiettivo è che rimanga un solo superstite, l'unico che potrà fare ritorno a casa.
battle-royale-v01-042-043Il manga ha per protagonisti gli studenti di una delle classi sorteggiate: la classe 3-B dell'istituto Shiroiwa, 21 maschi e 21 femmine. Il loro Programma si svolgerà su un'isola evacuata.
Si delineano subito fra gli studenti due diversi approcci alla situazione: quelli che si rifiutano di partecipare al gioco, e cercano il modo di ribellarsi al governo, e quelli che accettano di combattere. Mentre questi ultimi si muovono in genere da soli, i "ribelli" formano diversi gruppi ed attuano diverse strategie per porre termine al gioco.
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Il protagonista, Shuya Nanahara, ex campione di baseball e rocker, si ribella all’idea di uccidere quelli che fino a poche ore prima erano i suoi compagni di classe e cerca di radunare il maggior numero di persone per tentare di scappare dall’isola, la sua prima alleata è Noriko Nakagawa, a cui si aggiunge Shogo Kawada, sopravvissuto allo stesso gioco l’anno prima (nel quale era rimasto ferito e costretto a ripetere l’anno a causa del lungo periodo di degenza in ospedale).

Amico di Shuya e anche lui restio a uccidere gli amici Shinji Mimura tenta un attacco informatico ed uno dinamitardo alla sede del centro di comando, che sfortunatamente fallisce a causa di un attacco del più pericoloso dei ragazzi che partecipano al gioco, Kazuo Kiriyama. Intelligente e fortissimo Kazuo decide di partecipare al gioco con il lancio di una moneta.

Così tra incomprensioni, malattie, omicidi e suicidi la lista degli studenti della terza B di assottiglia sempre di più, fino ad arrivare ad uno scontro finale al cardiopalma. Chi sarà il vincitore?
battle-royale-v01-006-007

Pensiero:

Differenze sostanziali tra romanzo e manga non ce ne sono ad eccezione di dettagli minimi, sono entrambi 2 ottimi prodotti; da una parte il manga mostra anche scene esterne come i genitori di Yuka, una ragazza timida ed introversa, che si preoccupano per la figlia ma sicuri del fatto che avrebbe trovato amici veri anche in quell’orrendo massacro, ma mostra anche la realtà nuda e cruda della guerra, le ferite, le teste saltate e per mia sfortuna le orbite schiacciate (ribrezzo).
Il manga permette una migliore introspezione dei personaggi e coinvolge maggiormente nelle vite di questi ragazzi che, nel bene e nel male restano ragazzi delle medie partiti per andare in gita e rapiti per partecipare a questo gioco al massacro.
Giudizio finale : 5 stelle per entrambi, non è un genere che mi entusiasma ma in coscienza non mi sento di dare nulla di meno.

mercoledì 10 ottobre 2012

Traitor Spy Trilogy - La storia della corporazione 20 anni dopo.

Lo ammetto: c'ho preso gusto con i sequel, e infatti dopo il sequel di Yelena e Valek (non ricorderò mai come si chiama la saga - Study Trilogy) ho tirato fuori dalla libreria un altro sequel, che stava prendendo un po' troppa polvere, sempre sulla magia. Questa volta siamo a Imardin, presso la Corporazione, 20 anni dopo la storia di Sonea ed Akkarin.
Dove eravamo:
A Imardin Capitale di Kyralia ha sede la Corporazione dei maghi, un'università realizzata per educare e controllare tutti coloro che sono dotati di poteri magici. Durante l'annuale Epurazione, un evento in cui i maghi scacciano via dalla città criminali, vagabondi e mendicanti tra la folla una ragazza riesce a superare le difese dei maghi e colpire uno di loro, Fergun. Partita la caccia alla maga si scopre che si tratta di Sonea, un'orfana.
La Corporazione subisce uno shock perché mai prima d'ora una ragazza dei bassifondi aveva dimostrato di possedere dei poteri magici, ma posta di fronte all'alternativa di bloccare i suoi poteri o farla entrare nella corporazione quest'ultima sarà la scelta finale.
La Corporazione viene inoltre a sapere che il Sommo Lord, Akkarin, è a conoscenza di un particolare tipo di magia, chiamata magia nera, considerata proibita, il quale per assicurarsi la collaborazione dell'amministratore Lorlen e di Rothen prende "in ostaggio" Sonea rivendicandone la tutela, ma senza fare nulla per i soprusi a cui la ragazza è sottoposa da parte di alcuni novizi capitanati da Regin.
Alla fine Sonea scopre che gli Ichani, un gruppo di reietti di Sachaka (una delle terre confinanti con Kyralia) che conoscono e praticano la magia nera vuole attaccare Kyralia per impossessarsene e rendere tutti schiavi.
Sonea apprenderà la magia nera da Akkarin e se ne innamorerà, combatterà contro gli Ichani salvando Kyralia ma pagando un alto prezzo in quanto Akkarin perirà nello scontro.
Vent'anni dopo, ai giorni nostri:
Lorkin, figlio della maga nera Sonea e dell'eroe di Kyralia, Akkarin, è diventato un mago, ma l'ombra del padre e della madre è imponente e quando si presenta l'opportunità di recarsi a Sachaka con l'ambasciatore Dannyl, non se la lascia scappare nonostante l'opposizione della madre.
Ma a Sachaka il pericolo di essere ucciso è reale, quindi Lorkin si ritrova a viaggiare con Tyvara, una ragazza appartenente ad un gruppo che si fa chiamare le traditrici verso il luogo in cui queste vivono, nascoste dall'autorità di Sachaka.

Pensiero:

L'ultimo libro è ancora inedito ma il mio giudizio sull'autrice resta positivo, come ho sempre detto "già il fatto che la voce narrante non è quella di una sedicenne o simil-tale (vedi 50 sfumature) è positivo".
La pecca riguarda la verbosità - è tanto prolisso -, ma le vicende catturano l'attenzione e il fatto che la storia si svolga su più fronti contemporaneamente dà quel tocco in più e quel movimento che manca.
Ritornano i personaggi che abbiamo incontrato nella prima saga, Sonea, ovviamente, Dannyl, ma anche Cery e sorpresa sorpresa... : Savara!
Lorkin nel suo desiderio di trovare una soluzione alternativa alla magia nera è comprensibile e tenero ♥♥. Resta la mia impressione sulla corporazione e cioè che negando le varie forme di magia tende a racchiudersi a riccio e quindi ad indebolirsi, e non si fa scrupolo di utilizzare persone che però cerca di tenere a freno (l'importante è crederci!)
Non vedo l'ora di sapere come si concluderà la storia. Stay tuned!
Giudizio finale : 

martedì 25 settembre 2012

Glass Trilogy - Maria V. Snyder

Ed eccomi di nuovo qui con l'ultima trilogia letta - anzi divorata - a tempo record, visto che mi è stato letteralmente impossibile posare i libri che tenevo tra le mani.
Ma non è una novità visto che lei è Maria V. Snyder che ho conosciuto e amato con la Study Trilogy, la storia di Yelena e Valek tra Ixia e Sitia, tra amori, amicizie e cospirazioni.

Nell'ultimo libro della trilogia avevamo incontrato Opale, sorella di Tula, che ha aiutato Yalena ad imprigionare le anime dei distorsori grazie alla sua arte vetraia.
Sono passati quattro anni da quella terribile storia, Opale è al'ultimo anno della scuola di magia alla Cittadella.
Purtroppo gli ultimi quattro anni non sono stati facili, la sua magia resta limitata ai messaggeri di vetro che fabbrica e il supporto dato a Yelena nello scontro con i distorsori non hanno aiutato l'inserimento nell'ambiente scolastico.
Ma la sua abilità e conoscenza del vetro non passano di certo inosservate e quando il clan Danzatempesta
ha un problema con alcuni globi di vetro è proprio Opale che viene mandata ad indagare...

Pensiero:

Come ho già detto non sono riuscita a posare il libro, la Snyder è un'autrice formidabile, i personaggi che crea sono vivi e per quanto non abbia apprezzato appieno Opale mi è piaciuto la continuità rispetto alla trilogia precedente, Ari, Janco, Yelena, Valek, mi sono rimasti troppo nel cuore, quasi ad un livello viscerale, tutt'ora vividi pur dopo 2 anni che ho chiuso l'ultimo libro della Study Trilogy, per rimanere semplici figure nel ricordo e non so esprimere la mia gioia nell'averli incontrati di nuovo.
E dire che ho atteso proprio tutto questo tempo per permettermi di distaccarmi dalle loro vicende... tutta fatica sprecata! xD
Ritornando ad Opale è piena di dubbi, paure ed insicurezze, viene definita spesso zerbino e per ribellarsi all'etichetta che le viene affibbiata agisce esattamente come queste persone si aspettano, commette sequele e sequele di errori, le sue omissioni e mezze verità la mettono continuamente in situazioni di crisi ma di questo ritengo debba ringraziare unicamente se stessa.
La cosa che mi ha dato più fastidio è che sembra convinta che procrastinando le decisioni o il confronto con coloro che dovrebbero guidarla (vedi Zitora e Bain) - e che quindi hanno una visuale più ampia della situazione -, e agendo di testa sua, tutti i suoi problemi spariranno, anche se onestamente non capisco come.
E' solo quando si decide a chiedere aiuto che riesce a trovare un capo alla matassa ingarbugliata nella quale si è andata ad invischiare.
Due sono le critiche che mi sento di muovere: il ripercorrere le stesse situazioni di Yelena, l'amicizia di Opale con Nic ed Eve non può che essere paragonata a quella di Yelena con Ari e Janco, ma senza la profondità di sentimenti che li legava, così come il rapporto con Zitora per una e Irys per l'altra anche in questo caso senza quel legame nato dalla sincerità e dalla fiducia reciproca (è sempre Opale a mostrare diffidenza e quindi a bloccare gli altri, lo fa con Mara, Ulrick, Kade, Bain, sua madre, i già citati Zitora, Nick e Eve). E per finire lo scadere più volte in triangoli amorosi in questo caso per nulla paragonabile al sentimento di amore esclusivo ed imperituro che c'è tra Valek e Yelena.
Ovviamente le critiche che muovo non intaccano la bellezza della storia, il confronto con la prima opera è inevitabile, resta la pregevolezza della scrittura ma è come se i primi personaggi avessero risucchiato tutto il mio amore lasciando per gli altri un affetto che seppur tenero non reggerà il paragone con la passione amorosa che hanno suscitato in me Valek, Ari, Janco, Yelena, il comandante Ambrose, Maren, Irys, i genitori di Yelena e Uomo-di-Luna.
Giudizio finale : 

venerdì 21 settembre 2012

Beauty / Scott Westerfeld

Da una trilogia all'altra, letta grazie (o per colpa :D) del gruppo di lettura su anobii.
Trama:
Beauty di Scott Westerfield, un romanzo distopico - e parlo al singolare perchè letto uno letti tutti - parla di una ragazzina Tally Youngbold, che vive in un mondo futuro, in cui ogni città è organizzata come uno stato a sé e in cui tutti sono considerati brutti. Tutti, senza alcuna eccezione: troppo grasso, troppo magro, troppo alto, col naso grosso, col naso piccolo, gli occhi storti, le orecchie a sventola... e in cui la credenza comune è che la diversità delle persone abbia causato le guerre della nostra civiltà, guerre che hanno portato gli essere umani a creare virus sempre più potenti, fino alla nascita di un virus che ha alterato le molecole del petrolio provocandone la combustione spontanea e portando il mondo sull'orlo della rovina. Per evitare che una situazione come questa torni a ripetersi è stato deciso che tutti (di nuovo senza alcuna eccezione) pratichino un'operazione per diventare "Perfetti": ossa allungate o accorciate, pelle perfetta, labbra tumide, corpo sodo e scattante. Tally, sedici anni fra poco più di un mese non vede l'ora di fare l'operazione e riabbracciare l'amico del cuore Peris nato 3 mesi prima di lei.
Nel periodo che manca all'operazione conosce Shay, anche e lasciata sola dagli amici già sedicenni e fra le due ragazze nasce una forte amicizia, per di più le due sono nate nello stesso giorno quindi, Tally ne è convinta, non si sarebbero separate neanche per un giorno.
Ma Shay ha altri progetti: non tutti i  suoi amici sono diventati Perfetti, alcuni sono riusciti a fuggire per andare a Fumo, una "città" costituita da un gruppo di ribelli nascosta nella foresta. Ed è proprio lì che vuole andare Shay, possibilmente con Tally.
Ma tutto quello che Tally ha sempre sognato è fare l'operazione e vivere con Peris una vita fatti di feste e divertimenti (tale è la vita dei perfetti) quindi rifiuta, almeno finché la "CIA" della sua città, Circostanze Speciali, non la mette di fronte a una scelta: seguire Shay e arrivare a Fumo, così che il gruppo di ribelli venga arrestato, o restare brutta a vita, un'ipotesi peggiore della morte.

Comincia quindi la storia di Tally che si svilupperà nei 3 libri che compongono la trilogia.

Pensiero:

Cominciamo col parlare della pubblicazione, letteralmente un presa per il sedere del lettore da parte di Mondadori che ha pubblicato il primi 2 volumi della trilogia al prezzo di 13 euro ciascuno e poi ripropone un unico tomo al costo di 22 euro, economico per chi non ha acquistato i primi 2 ma letteralmente un furto per gli altri. (prima dose di rigetto)
Passiamo alla storia, ho accennato al letti uno letti tutti, ed è così, la struttura della storia è la stessa, stasi, vagabondaggio per la foresta, colpo di scena.
Tally diventa sempre più infantile, antipatica e odiosa, è capace di tradire chiunque abbia la sfortuna di attraversare la sua strada ma per un motivo o per l'altro le colpe vengono abbonate, dimenticate, perdonate.
E lei è la prima che pur proclamandosi colpevole è capace di dimenticarsene 30 secondi dopo e comportarsi come se nulla fosse, e i sedici anni non sono un'attenuante.
La distopia su cui ho posto l'accento nel mo sommario si limita a quello che ho scritto, per il resto le aggiunte sono poche, e la storia si perde in triangoli, tradimenti e recriminazioni.
Consiglio: nell'istante in cui sentite di non farcela a proseguire la lettura posate il libro : non farà altro che peggiorare.
Giudizio finale : 

giovedì 20 settembre 2012

50 Sfumature, la serie

Dopo numerosi tentennamenti e procrastinazioni (ma si potrà dire?) mi sono infine fatta forza e ho cominciato a leggere questa serie.
Nata come una fanfiction di Twilight il romanzo (e il suo seguito) ha scalato brevemente le classifiche spaccando la critica in 2, quelli che l'hanno amato alla follia e quelli che l'hanno odiato senza possibilità di appello.
Paradossalmente sono stati i commenti entusiastici quelli che mi hanno fatto dubitare più delle critiche della validità del romanzo, ma alla fine della lettura la mia posizione resta centrale.
Nel pensare a come impostare il post (perchè anche se il risultato lascia a desiderare ci penso XD ) ho deciso che era inutile realizzare una recensione per ognuno dei 3 libri che compongono la serie, anche perchè la storia è unica e le variazioni sul tema centrale non sono così importanti. (sostanzialmente potevano accorparlo in un unico libro, ma ultimamente le trilogie sono di moda.
Beh, cominciamo

Sinossi: 

Quando Anastasia Steele, graziosa e ingenua studentessa americana di ventun anni incontra Christian Grey, giovane imprenditore miliardario, si accorge di essere attratta irresistibilmente da quest'uomo bellissimo e misterioso. Convinta però che il loro incontro non avrà mai un futuro, prova in tutti i modi a smettere di pensarci, fino al giorno in cui Grey non compare improvvisamente nel negozio dove lei lavora e la invita a uscire con lui. Anastasia capisce di volere quest'uomo a tutti i costi. Anche lui è incapace di resisterle e deve ammettere con se stesso di desiderarla, ma alle sue condizioni. Travolta dalla passione, presto Anastasia scoprirà che Grey è un uomo tormentato dai suoi demoni e consumato dall'ossessivo bisogno di controllo, ma soprattutto ha gusti erotici decisamente singolari e predilige pratiche sessuali insospettabili... Nello scoprire l'animo enigmatico di Grey, Ana conoscerà per la prima volta i suoi più segreti desideri.
E nei successivi libri approfondirà questo rapporto con Christian e il "sesso estremo".

Pensiero: 

Il romanzo nel suo complesso non lo cestino, nè lo elogio. Non la ritengo una conquista letteraria femminile né un porno-romanzo, ma d'altra parte non  mi aspettavo una grande opera quindi la delusione è contenuta.
La protagonista femminile, manca di verve e carattere, è una sottomessa naturale, prima con la madre, poi con Kate e per finire con Christian. Il suo percorso di dipendenza è stato graduale.
Accetta e rifiuta, a seconda dei momenti, i difetti di Christian, si lascia soggiogare dal sesso per evitare questioni più spinose.
Le viene attribuito il merito del miglioramento di Christian anche se personalmente non ne sono affatto convinta.
Christian al contrario è quello che compie una metamorfosi un percorso verso una relazione ritenuta normale, emblema del fatto che l'amore può cambiare le persone (e noi viviamo nel paese della meraviglie).
Un romanzo povero di contenuti realizzato con l'unico scopo di creare uno "scandalo mediatico" e di far soldi con quella che è e resta una fanficion  nonostante l'abbellimento costituito da copertine e pubblicità varie.
Giudizio finale : 

lunedì 2 luglio 2012

Gena Showalter - Imperial Novels - Il guerriero di pietra & Schiavo del piacere

A fronte del grande successo ottenuto con i Signori degli inferi, la Harlequin Mondadori ha deciso di pubblicare le sue prime opere... escono così in Italia gli Imperal Novels, a mio avviso una trovata pubblicitaria che non apporta nessun beneficio alle capacità della Showalter. Anzi, semmai il contrario, perchè a causa della poca validità dei primi due libri ci sono persone (anobii e vari siti che frequento) che
sono rimaste talmente male dopo aver sentito decantare il valore della Showalter che hanno rinunciato alla lettura delle successive opere dell'autrice.
Bon, passiamo ai libri :

Il guerriero di pietra


Sinossi: Jorlan aspetta da secoli una fanciulla che lo liberi dall'incantesimo che lo ha trasformato in pietra. Ma Katie James, la bellezza statuaria con il temperamento di un'amazzone e la capacità di fargli ribollire il sangue con i suoi baci, è molto diversa dalle donne remissive cui è abituato. Ha soltanto due settimane per convincerla a donarsi a lui senza condizioni, corpo e anima. Altrimenti tornerà pietra. E l'avrà persa per sempre.

Pensiero: La trama in generale è passabile, un po' trita e ritrita ma accettabile. La caratterizzazione dei personaggi è del tutto inesistente, un approfondimento delle personalità dei fratelli non avrebbe fatto affatto male. Heather che di punto in bianco se ne va, lascia famiglia e tutto per seguire Percen mi sembra poco realistica.
Il maschilismo di lui l'ho trovato abbastanza pesante e irrealistico per un mondo così evoluto come Imperia.

Schiavo del piacere

Sinossi: Bellissimo e terribilmente sexy, Tristan è stato imprigionato in uno scrigno da Zirra, potente maga e amante respinta, che lo ha trasformato in uno schiavo del piacere. Per secoli è passato da una padrona all'altra, costretto dalla maledizione a servirle con il suo splendido corpo. Tanto che il sesso è diventato per lui un dovere monotono e umiliante. Finché il portagioie non finisce nelle mani di Julia Anderson, antiquaria a caccia di tesori per il suo negozio... e tutto cambia. Perché ammettere i suoi veri sentimenti per lei spezzerebbe l'incantesimo, ma li separerebbe per sempre. E Tristan sarebbe disposto a fare qualunque cosa per rimanere con Julia. Anche a essere suo schiavo per l'eternità.
Pensiero: Ci sono volute un paio di ore per finirlo, ma sinceramente avrei potuto riservarle a qualcosa di più produttivo. Che la storia fosse scopiazzata dalla Kenyon (Fantasy Lover è del 2002, questo del 2005) è evidente leggendo la trama, e quindi non era un mistero, ma pensavo, fosse una somiglianza vaga, qualcosa più a grandi linee, in realtà è tutto uguale!
A partire dal rapporto di Julia con Faith identico, preciso e spiccicato a quello di Grace con Selena, per passare alla distruzione delle cose di Julia ad opera di Zirra (con Grace a fare una brutta fine erano stati i libri)... basta è troppo, anche per questo genere di autrici che si influenzano a vicenda spesso e volentieri.
Se poi ci mettiamo una caratterizzazione dei personaggi (anche qui) praticamente inesistente -escludono i "ti voglio, sesso, non posso permettermi di amarti..."- per quanto riguarda i personaggi principali, quelli secondari manco a parlarne, figure sulla carta che non risaltano minimamente.

Conclusione, se leggendo la trama non vi convince, passate ad altro, l'impressione iniziale non migliorerà minimamente col proseguimento della lettura.
Giudizio finale : 

venerdì 29 giugno 2012

Overbite - Meg Cabot

Secondo (e probabilmente ultimo) volume della saga Insatiable della Cabot, ritroviamo Meena, la ragazza morte (come veniva soprannominata al liceo, per la sua capacità di predire la morte di una persona), che è entrata a far parte della Guardia Palatina (l’esercito anti-paranormale del Papa), decisa a dimostrare a tutti -ed in particoplare ad Alaric, sua guardia del corpo un tempo e adesso collega - che Lucien, figlio di Dracula e principe delle tenebre, non è affatto il male incarnato.
Comincio col dire che la fine di Insatiable non ha mai convinto molto, Meena ama il suo vampirotto, ma lo lascia per un bene più grande - la salvezza dell'umanità - ed è quindi decisa a sterminare tutta la popolazione vampiresca con l'unica eccezione di Lucien (ma guarda un po'), lo stesso Lucien che viene da lei accusato (ripetutamente) di aver attentato alla sua vita e di averla messa in mezzo ad una faida tra vampiri. Ma allo stesso tempo nel metterla in pericolo le ha anche salvato la vita (la ragazza è confusa, che ci volete fare) in quanto i vampiri, venuti a conoscenza della sua capacità di predire la morte, avevano intenzione di bere il suo sangue per acquisire loro stessi la sua dote paranormale.
Quindi Lucien, e sì un vampiro, sì cattivo, ma fondamentalmente buono, una bontà che viene spiegata dal fatto che altrimenti Meena non si sarebbe mai (e dico mai) innamorata di lui. (amore mio, fai pace con la testa e poi facci sapere)
Conclusione :
Ho detestato ogni singola pagina, di questo libro, finirlo è stata una sfida con me stessa che non mi ha procurato nessun piacere nella lettura, i personaggi principali (Meena, Alaric e Lucien) sono fiacchi, erano più vivi e con più personalità nel primo libro, i personaggi secondari sono figure sullo sfondo che restano lì, una maggiore introspezione non avrebbe fatto male. Sono solo felice che sia finita, prego vivamente l'autrice di non scrivere più nulla tanto per farlo. La scena finale è stata piazzata così, senza nè capo nè coda; la dichiarazione di Alaric stile uomo delle caverne poteva risparmiarsela e ho detestato cordialmente Meena per tutta la durata del libro. Ribadisco, sono contenta che sia finita (assafà!)
Giudizio finale : 

Switched - il segreto del regno perduto - Amanda Hocking

Tempo fa, ho fatto un'anteprima di questo libro, ed ero realmente esaltata per l'uscita, ci speravo e l'attendevo con ansia.... una volta letto (non mi è piaciuto) ma lascio il giudizio in sospeso.
Non ho minimamente apprezzato questo libro, e dire che mi aspettavo tanto, la trama a grandi linee è ok, la scelta dei Troll come protagonisti, lo scambio di bambini, il tentativo di suicidio della madre "adottiva" mi lasciavano ben sperare... ma al di là di questi elementi che seppur validi, non sono stati sfruttati, il resto si è rivelato di una delusione assoluta.
E questo dall'inizio: già partire dal presupposto che avere i capelli crespi e non amare le scarpe e il cibo eccessivamente cotto è una caratteristica Troll... beh, lo è anche mia sorella (i miei capelli sono lisci ma a parte quel particolare lo sono anche io)
La protagonista non ha un minimo di personalità si lascia mettere i piedi in testa da tutti,
da Finn, dalla madre, da Aurora...ma un po' di spirito!
Ritengo che l'autrice si sia persa nella realizzazione, tanto twilightiana (e Twilight l'ho letto prima che diventasse un fenomeno letteraio - mi dichiaro colpevole ^_^) che è anche carina da leggere finchè resta un (e sottolineo un) libro, ma tutti questi libri che queste scrittrici propinano - stile Fallen, Dark Vision, etc. etc. - fatti con lo stampino se li possono pure evitare. Resto in attesa di vedere come si svilupperà il seguito e lascio il giudizio in sospeso, sperando in un miglioramento.
Giudizio (non ancora) finale : 

giovedì 10 maggio 2012

Il gioco della notte - Sherrilyn Kenyon

Con Zarek che mi è rimasto nel cuore e  Wolf che non ha minimamente corso il rischio di intaccarne il primato, mi sono appropinquata a "il gioco della notte"
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collanaTIF EXTRA
genereAVVENTURA E FANTASY
anno2012
pagine304
prezzo€ 9,90
isbn9788834719046
traduttoreAlberto Cassani

Sinossi:

Bride McTierney ha chiuso con gli uomini.
Egocentrici e vanitosi, si sono sempre dimostrati incapaci di amarla per ciò che è. L’ultimo ha avuto persino il coraggio di scaricarla con una lettera spedita all’indirizzo di lavoro. Ma anche se si vanta di essere forte e indipendente, Bride non ha mai smesso di sognare l’arrivo di un cavaliere in armatura scintillante. Mai avrebbe però immaginato che invece dell’armatura, il suo cavaliere avrebbe avuto un mantello di pelo fulgido. Vane Kattalakis, infatti, non è ciò che sembra. È un lupo. È uno spietato Cacciatore mannaro. In fuga dai suoi mortali nemici, l’ultima cosa che Vane vorrebbe è una compagna. Le Parche l’hanno però accoppiato a Bride, lasciandogli così appena tre settimane per convincerla che il sovrannaturale esiste e che le loro vite sono strettamente intrecciate. Per quanto rischino di essere brevi...

Pensiero: 

Troppo tempo passato ad aspettarlo; troppo poco per finirlo.
Bride, dopo la conclusione della storia con il fidanzato con cui conviveva da 5 anni e che l'ha lasciata con un misero bigliettino, ha deciso di rinunciare ad ogni aspettativa nei confronti degli uomini, quando fa la comparsa nella sua vita Vane Kattalakis, bello da morire, travolgente, sensuale e, giusto per non farci mancare nulla, ricchissimo... e come se non bastasse non ha occhi per nessun altro all'infuori di lei. Troppo bello per essere vero.
Quello che lei non sa e che non sospetta minimamente è che VANE è un lupo.Veloce e scorrevole ho finito il libro in un paio di ore, la storia d'amore è dolcissima e le preoccupazioni che animano Bride sono profonde e comprensibili (non ho mai amato quelle protagoniste "ah sei un vampiro? wow prendi la mia vena!") anche se la mancanza di una vera trama a parte l'accoppiamento si fa sentire e le parti più vive restano i diverbi con Fury e gli scontri con Bryani.
Non vedo l'ora di leggere il seguito e scoprire la compagna di Fury e la sorte di Fang, speriamo duri solo un po' di più.
Giudizio finale :