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martedì 19 febbraio 2013

La collina dei papaveri - Goro Miyazaki

Locandina
Dopo il non troppo amato (per usare un eufemismo) "I racconti di Terramare" - recensione qui - lo Studio Ghibli dà a Goro Miyazaki le redini di un nuovo film d'animazione "La collina dei Papaveri", sceneggiato però dal padre di lui, il grandissimo Hayao Miyazaki.

Trama

Siamo nel Giappone del 1963, l'anno delle olimpiadi, all'inizio del boom economico che a breve investirà il paese eliminando tutto ciò che è vecchio e poco funzionale.
Umi è una ragazza di 17 anni che vive in una villa/pensione in cima ad una collina (chiamata per l'appunto la collina dei papaveri), da lei interamente gestita. Ogni mattina Umi prepara la colazione per il fratello, gli ospiti della pensione e la nonna, proprietaria della villa, ed issa le bandiere secondo il codice nautico per salutare le navi della baia, in ricordo del padre morto durante la guerra in Corea.
Il Quartier Latin, incasinato ma con un suo fascino
Contemporaneamente Shun, un suo compagno di classe, si batte per impedire l'abolizione del "Quartier Latin", antico edificio sede dei vari club scolastici; sarà proprio questa battaglia che li porterà a conoscersi, frequentarsi ed innamorarsi. Ma proprio come in uno sceneggiato di terz'ordine (per citare le parole di Shun) l'ombra del passato aleggia sul futuro di questi ragazzi: viene quindi riproposto il leitmotiv di tutto il film "se non conosciamo il passato non può esserci un futuro", e questo vale sia per il Quartier Latin, che per i due protagonisti.

Pensiero

Lontano sia dall'inconcludenza della prima opera, sia dal fantasy che da sempre caratterizza le opere paterne, Goro Miyazaki realizza un piccolo gioiello dell'animazione; il tocco del maestro è innegabile e si evince dalla trama semplice ma non banale, dalla profondità dei sentimenti e dalle musiche sempre toccanti (in coda trovate il video con la canzone finale ad opera di Satoshi Takebe).
Un sentimento sempre più forte
La bravura del regista risiede nell'ambientazione e nei paesaggi, riprodotti in modo pressoché perfetto: ci trasportano e ci coinvolgono nel mondo rappresentato sullo schermo. Buona la caratterizzazione psicologica dei protagonisti ma inesistente per quanto riguarda i personaggi secondari che rimangono mere figure sullo sfondo. Deludente il character design, troppo "Hayao's style" e il deus ex machina finale con il fiabesco "...e tutti vissero felici e contenti".
Giudizio finale : Bello ma non eccelso  

martedì 11 dicembre 2012

Nuovi arrivi!!!

Sono arrivati, sono arrivati, sono arrivati!!!! 
L'attesa è finita!

Berserk : L'epoca d'oro - L'uovo del re dominatore

Per questo sono contenta perchè a causa di disguidi dell'ultimo minuto non siamo potuti andare a Lucca e il mio ragazzo ci teneva ad avere l'edizione limitata (con le cartoline -.-)

 La collina dei papaveri - Goro Miyazaki

 
 Troppo curiosa! 
 
E dulcis in fundo...

Una lettera per Momo - Hiroyuki Okura

  

Recensioni a breve! Baci!

lunedì 10 dicembre 2012

I racconti di Terramare - Goro Miyazaki

E' una settimana che non scrivo, colpa del film che compare nel titolo, mi ha causato un blocco tale che avrei fatto meglio ad accantonare la recensione e proseguire con altro... comunque waiting for "La collina dei papaveri" mi sono messa a guardare l'altra opera di Miyazaki figlio, "I racconti di Terramare". 
Liberamente tratto da due romanzi del ciclo di Earthsea di Ursula K. Le Guin, alle spalle del lungometraggio c'è una storia curiosa: anni fa Hayao aveva chiesto all'autrice di realizzare un film d'animazione dai suoi racconti, ma non essendo molto conosciuto in occidente la proposta venne rifiutata; una decina di anni dopo fu la stessa autrice (dopo aver visto Il mio vicino Totoro") a riproporre il progetto.
Però in quel periodo Hayao era impegnato con Howl, così gli subentrò il figlio, andando, tra l'altro, contro il volere paterno (non lo riteneva pronto ad un progetto così importante). Inutile dire che Ursula non ne fu propriamente entusiasta e lo fu ancora meno dopo aver visto il progetto concluso. Povero Goro! xD

Trama:

In un paese immaginario l'equilibrio che sorregge tutte le cose sta venendo meno: disgrazie, siccità ed epidemie si susseguono in una terrificante successione di fronte alla quale il re si ritrova impotente. Il figlio del re, Arren, soffre di sdoppiamenti di personalità e durante uno di questi momenti, attacca il padre e gli ruba la spada. Fugge dal castello e comincia a vagare per le terre disabitate, quando viene attaccato da un branco di lupi, a salvarlo sarà un mago di nome Sparviere, che si trova in quelle lande desolate per scoprire l'origine dello squilibrio. Non avendo una meta Arren si accoda a Sparviere, ma in un momento in cui non sono insieme, Arren si trova ad affrontare dei venditori di schiavi che stavano cercando di imprigionare una ragazza: riesce a salvarla, ma poco dopo viene a sua volta imprigionato. In suo aiuto accorrerà nuovamente Sparviere. I due si recano a casa di Tenar una guaritrice amica del mago, che ha preso con sé l'orfana Therru, la ragazza che Arren aveva salvato, ma le sorprese non sono finite perché gli uomini che avevano tentato di rendere Arren e Therru schiavi sono al servizio del mago Aracne che ordina loro di catturare Sparviere. In mancanza del mago, prendono Tenar in ostaggio, mentre Aracne prende Arren.
Riuscirà sparviere a salvarli e a riportare l'equilibrio nel mondo?

Pensiero:

Sinceramente non so cosa pensare di questo film. Si apre su uno scenario che avrebbe necessitato di una spiegazione migliore e si chiude lasciando un finale aperto, tipico di Miyazaki, ma che riesco ad accettare solo in Hayao.
Mi ha lasciata a dir poco perplessa, come entrare in una sala cinema a film cominciato e riuscire a seguire bene la trama. Che cosa è successo a Sparviere e Aracne? La famiglia di Therru che fine ha fatto? Racconti lacunosi che avrebbero necessitato di qualche flashback.L'apatia del protagonista (venuta meno giusto nel finale) mi ha impedito di essere partecipe delle sue vicende e del suo dolore. Il canto di Therru ha ricalcato un must del padre dell'autore, ma sembra essere stata messa lì per caso.
In sostanza concordo con il grande Hayao: Goro non era pronto per un film del genere e le lacune sono ancora più evidenti se messe a confronto con la genialità paterna.
Giudizio finale:  (Carino ma niente di più)