lunedì 4 marzo 2013

Ascend. Il regno ritrovato - Amanda Hocking

Dopo Switched e Torn, ecco a voi l'ultimo e conclusivo numero della saga Trylle, di quel caso letterario che è l'autopubblicazione ad opera di Amanda Hocking.
Copertina originale

Copertina italiana
Titolo: Ascend. Il regno ritrovato
Autrice: 
Amanda Hocking
Traduzione: 
Sabina Terziani
Editore: Fazi
Pagine: 272
Prezzo: 9,90 €
Prezzo e-book: 4,90 €

Trama:

Con la madre che diventa ogni giorno più debole, Wendy è costretta ad assumere la direzione del regno, mediare con il cancelliere e la classe dirigente che la osteggia e ritiene che consegnarla alla tribù nemica dei Vittra possa assicurare la pace ai Trylle.
Fortunatamente Wendy è supportata da Tove, il suo promesso sposo, Finn, il suo primo amore, la guardia del corpo Duncan, l'amica Willa e il fratello Matt. Un giorno, un Loki che è stato chiaramente torturato si presenta alla porta del castello chiedendo l'amnistia: il re dei Vitta (e padre di Wendy), ha espresso l'irritazione nei confronti del ragazzo per non essere stato capace di consegnargli la principessa Trylle, con una serie di torture.
Mentre la salute di Elora peggiora avvicinando velocemente il giorno in cui la ragazza sarà regina dei Trylle, madre e figlia cominciano a conoscersi e a capirsi superando le vecchie incomprensioni. Il giorno del matrimonio, Oren fa la sua comparsa per dichiarare la guerra, e poche ore dopo una città dei Trylle è messa a ferro e fuoco. Wendy si trova così costretta a decidere se combattere o consegnarsi, consapevole che Oren non si arrenderà finchè non possiederà entrambi i regni e tentando inutilmente di convincere i nobili ad utilizzare i loro poteri per difendere il popolo; contemporaneamente si ritrova a fare i conti con un sentimento sempre più profondo per Loki e una vita matrimoniale non proprio soddisfacente.

Pensiero:

Premesso che non è un capolavoro, un'opera da leggere assolutamente, o un immancabile, devo dire che a dispetto delle impressioni iniziali mi è piaciucchiato abbastanza. La principale pecca di quest'autrice consiste, a mio avviso, nel volere mettere troppa carne al fuoco: fin dal primo libro, infatti, dispiega uno scenario troppo dettagliato, che porta il lettore a perdersi. Troppi discorsi che vengono solo accennati e poi lasciati cadere, un susseguirsi continuo di aventi ed avvenimenti che non lasciano un attimo di respiro - ehi, calmati! Non ti corre dietro nessuno. - In questo capitolo finale cerca di riprendere in mano le fila, lasciando da parte  alcuni personaggi secondari (vedi Rhys, Rihannon e il padre di Tove) svaniti praticamente nel nulla. Anche l'elemento fantasy viene in gran parte ridimensionato, lasciando spazio alla crescita di una ragazzina  destinata a diventare regina (stile Pretty Princess con Anne Hathaway). Una storia con un lieto fine d'obbligo, in cui tutto si va a posto: dal rapporto madre-figlia, al triangolo/quadrato amoroso, al matrimonio di convenienza, per poi arrivare ad un futuro teso a migliorare la situazione del suo popolo e a ribaltare molti dei torti compiuti in nome della tradizione.
Giudizio finale :  (da leggere per passare qualche ora di relax)

giovedì 28 febbraio 2013

Torn. Ritorno al regno perduto by Amanda Hocking.


In occasione dell'uscita dell'ultimo volume della trilogia mi sono resa conto con orrore che non ho recensito il secondo volume, quindi mi appresto a risolvere questa mancanza.

Titolo: Torn. Ritorno al regno perduto
Autrice: Amanda Hocking
Casa editrice: Fazi/Lain 
Data di uscita: 22 Giugno 2012
Traduzione: Silvia Pellegrini
Prezzo: 9,90 €
Pagine: 350

Trama:

Da quando Wendy ha scoperto di non essere umana ma una Trylle (ovvero una sorta di troll ma dalle sembianze umane, con un'avversione per le calzature e dei gusti alimentari più "naturali"), scambiata alla nascita, la sua vita è radicalmente cambiata.
Ma Wendy non è solo una Trylle, è la principessa dei Trylle, cosa che le impedisce di vivere il suo amore con Finn, il ragazzo che l'ha trovata e riportata a Forening, la capitale del suo regno. Per di più il rapporto con la madre, calorosa quanto un ghiacciolo ha finito per portare la ragazza a prendere una decisione drastica: abbandonare la sua nuova vita e ritornare dal fratello Matt. Ma i Vittra, tribù nemica dei Trylle, non si lasciano sfuggire l'occasione di catturarla e portarla dal re Oren, che rivela di essere -niente po po di meno che...- il padre di Wendy.
L'oscuro sovrano vuole comandare entrambi i regni tramite la figlia, ma prima di poter avvinghiarla con i tuoi tenacoli, Finn, Duncan e Tove fanno irruzione per liberarla. Complice silenzioso è Loki, il carceriere di Wendy che poco dopo di presenta a Forening, l'attrazione tra i due cresce sempre più, ma per il bene del suo regno Wendy si troverà costretta ad abbandonare sia Finn che Loki, per sposare Tove, il principe più forte del suo regno e secondo candidato in linea di successione al trono.

Pensiero:

Come in quasi tutte le trilogie questo è un libro di transizione. C'è Wendy che si dibatte nel suo amore per Finn, il quale non sente la necessità di battersi per il loro amore, in quanto lo considera "sbagliato"; C'è un sentimento ancora indefinito per l'arrogante Loki che a volte getta la maschera lasciando intravedere un affetto puro e genuino per la protagonista. Wendy, a sua volta, comincia lentamente a maturare, ad essere consapevole del ruolo di doppia principessa abbandonando le moine del primo libro (che mi resta indigesto), e anche l'algida regina comincia a sciogliersi.
Permane l'odiosissima narrazione in prima persona, ma in questo caso c'è poco da fare, è una scelta narrativa per cui, volente o nolente ce la dobbiamo sorbire, ma ho notato una maturazione, linguistica e narrativa.
Sarà perchè sono partita con un giudizio negativo, sarà perchè ho riletto la storia con l'occhio di chi conosce il finale, ma il mio giudizio su questo libro è più positivo rispetto al precedente.
Giudizio finale : 

martedì 19 febbraio 2013

La collina dei papaveri - Goro Miyazaki

Locandina
Dopo il non troppo amato (per usare un eufemismo) "I racconti di Terramare" - recensione qui - lo Studio Ghibli dà a Goro Miyazaki le redini di un nuovo film d'animazione "La collina dei Papaveri", sceneggiato però dal padre di lui, il grandissimo Hayao Miyazaki.

Trama

Siamo nel Giappone del 1963, l'anno delle olimpiadi, all'inizio del boom economico che a breve investirà il paese eliminando tutto ciò che è vecchio e poco funzionale.
Umi è una ragazza di 17 anni che vive in una villa/pensione in cima ad una collina (chiamata per l'appunto la collina dei papaveri), da lei interamente gestita. Ogni mattina Umi prepara la colazione per il fratello, gli ospiti della pensione e la nonna, proprietaria della villa, ed issa le bandiere secondo il codice nautico per salutare le navi della baia, in ricordo del padre morto durante la guerra in Corea.
Il Quartier Latin, incasinato ma con un suo fascino
Contemporaneamente Shun, un suo compagno di classe, si batte per impedire l'abolizione del "Quartier Latin", antico edificio sede dei vari club scolastici; sarà proprio questa battaglia che li porterà a conoscersi, frequentarsi ed innamorarsi. Ma proprio come in uno sceneggiato di terz'ordine (per citare le parole di Shun) l'ombra del passato aleggia sul futuro di questi ragazzi: viene quindi riproposto il leitmotiv di tutto il film "se non conosciamo il passato non può esserci un futuro", e questo vale sia per il Quartier Latin, che per i due protagonisti.

Pensiero

Lontano sia dall'inconcludenza della prima opera, sia dal fantasy che da sempre caratterizza le opere paterne, Goro Miyazaki realizza un piccolo gioiello dell'animazione; il tocco del maestro è innegabile e si evince dalla trama semplice ma non banale, dalla profondità dei sentimenti e dalle musiche sempre toccanti (in coda trovate il video con la canzone finale ad opera di Satoshi Takebe).
Un sentimento sempre più forte
La bravura del regista risiede nell'ambientazione e nei paesaggi, riprodotti in modo pressoché perfetto: ci trasportano e ci coinvolgono nel mondo rappresentato sullo schermo. Buona la caratterizzazione psicologica dei protagonisti ma inesistente per quanto riguarda i personaggi secondari che rimangono mere figure sullo sfondo. Deludente il character design, troppo "Hayao's style" e il deus ex machina finale con il fiabesco "...e tutti vissero felici e contenti".
Giudizio finale : Bello ma non eccelso  

martedì 12 febbraio 2013

1 Segreto X 2 - Ai Morinaga

Buongiorno e buon carnevale!! Sono ancora chiusa in casa causa neve (che grazie alla pioggia è diventata ghiaccio); quindi i carri non li vedrò neanche da lontano... uffa!
La depressione che ne è derivato ha generato una lettura spasmodica e maniacale di uno dei miei ultimi acquisti : "1 segreto X 2" di Ai Morninaga.
Sono anni che desideravo acquistarlo, ma considerato che la serie era ferma al 6° volume, senza la benché minima informazione riguardo un'eventuale ripresa, avevo accantonato il progetto, finché verso la fine del 2012 in appena due mesi sono stati pubblicati i due volumi che completavano la serie.
Ho trovato una ragazza che era disposta a venderlo e non ci ho pensato troppo: era mio!

Un vero uomo (?)
Trama :
Akira Uehara è un liceale parecchio timido, innamorato di una ragazza, Nanako Momoi, una splendida coetanea dal carattere mascolino. L'atteggiamento strafottente che la ragazza indossa con orgoglio le impedisce però di legare con il resto della classe, così approfittando della riluttanza generale, un giorno Akira si offre di portare i compiti a Nanako, che è rimasta a casa per un’influenza. Entrato nella casa apparentemente abbandonata, il ragazzo scopre un passaggio segreto che lo conduce in una stanza dove Nanako è "vittima" di un esperimento del nonno; un po' di confusione, una leva spostata per errore e Akira si ritrova nel corpo di Nanako e viceversa. Ma se per Nanako il problema non si pone minimamente, arrivando addirittura ad apprezzare la libertà che la condizione di "uomo" offre, dalla scoperta dell'eros al fidanzamento con Shiina (quella che un tempo era la sua migliore amica); per Akira, costretto a sopportare le vessazioni della ragazza di cui continua ad essere perdutamente innamorato, la situazione diventa sempre più difficile, fino a diventare insostenibile quando il suo migliore amico si scopre improvvisamente innamorato di lui, arrivando a mostrare dei lati che Akira non avrebbe mai immaginato.

Pensiero:
La storia è abbastanza originale i disegni freschi e dai tratti puliti la rendono una lettura veloce e scorrevole, con scene ben disegnate e gag a tratti esilaranti.
Sto uscendo con Shiina, penso proprio che mi terrò il tuo corpo....
Ci sono però degli elementi che sono stati davvero difficili da mandar giù : primo fra tutti l'odiosità della protagonista femminile, la cui supremazia su "Akira-dalla-spina-dorsale-latitante" verso il terzo volume comincia a dare parecchio sui nervi: si comporta come la padrona del suo corpo originario, stabilendo cosa Akira deve o non deve fare, ma allo stesso tempo atteggiandosi a padrona del corpo del ragazzo facendo ciò che più le aggrada e rifiutandosi di riscambiare i corpi : in poche parole un vero bullo. E poichè la mela non cade mai molto lontano dall'albero, vessazioni e ricatti provengono anche da parte del nonno di Nanako.
L'autrice ha inoltre marcato eccessivamente sulla tematica erotica, giocando più volte sulle stesse situazioni, e perdendo quindi in originalità.
Questa si chiama perserveranza!
Ma l'elemento che a mio avviso ha penalizzato più di tutti è la totale assenza di introspezione psicologica e la conseguente immobilità. 
Nessuna crescita o maturazione personale: ad eccezione del cambio del pronome, Nanako resta una stronza egocentrica e menefreghista fino alla fine; sono quasi da comprendere i genitori,  felici dello scambio. 
Sempre da questo punto di vista manca il confronto, sia con i genitori di Akira (rimasti per mesi all'oscuro di tutto), sia con Shiina che una volta intuito che il suo ragazzo è in realtà la sua migliore amica mostra un'incredibile (e inverosimile) noncuranza.
L'unico che sembra muoversi è Akira che a fronte delle avversità diventa più forte e risoluto, senza però rinnegare se stesso (non diventerà mai un uomo).
Per essere un manga la cui gestazione ha richiesto 10 anni il finale non mi ha convinto, durante la lettura si intuisce quello che succederà, ma la decisione non è supportata da reali motivazioni.  
Giudizio finale:  

lunedì 11 febbraio 2013

Cat's Eye - Tsukasa Hojo




Neve, neve e ancora neve! Nevica come non ho mai visto e approfitto della mia condizione di disoccupata cronica per godermi lo spettacolo.

In occasione della ristampa di "Cat's Eye" alias Occhi di gatto, un paio di settimane fa ho deciso che era giunto il momento di leggere il manga che ha ispirato una delle serie animate che più ho amato da bambina.

Trama : 

Rui, Hitomi e Ai sono tre sorelle, orfane di entrambi i genitori che da sole gestiscono un bar, il "Cat's Eye", che è anche il nome di una banda di ladre (Rui, Hitomi e Ai) che da un po' di tempo perpetra furti di quadri e opere d'arte.
La caratteristica particolare di questa banda è l'avvisare con un biglietto il quadro designato e il giorno e l'ora in cui avverrà il furto. Sembrebbe quindi un gioco da ragazzi per la polizia arrestare la banda o quantomeno impedire il furto, ma con uno stratagemma sempre diverso puntualmente la banda riesce nel suo intento. E non è difficile capire il perchè considerato che Toshio, il detective che si occupa delle indagini, altro non è che il fidanzato di Hitomi e che puntualmente le rivela i piani per la cattura della banda.
Tutte le opere che vengono prese di mira da "Occhi di gatto" sono di Michael Heinz, padre delle ragazze e misteriosamente scomparso: Rui, Hitomi ed Ai cercano di far conoscere il nome Occhi di gatto nella speranza di attirare l'attenzione del padre (nel caso fosse ancora vivo).
Così tra furti, amori e gelosie, conosceremo i personaggi principali e secondari che compongono questo grande quadro intitolato "Cat's Eye"

Pensiero : 

Non so neanche da dove partire, i pensieri mi si agitano confusi nella testa, in un groviglio di sentimenti. acuiti dall'aver chiuso l'ultimo volume solo stamattina.
Le prime impressioni non sono state propriamente positive, le protagoniste sono bassine, sia Hitomi che Rui poco più che adolescenti, che tuttavia riuscivano in questi colpi al limite dell'impossibile, lontanissime dalle affascinanti stangone della mia infanzia; ed inoltre gli episodi erano spesso scollegati gli uni dagli altri, con un capitolo che si apriva nel bel mezzo di una rapina ed altri che si chiudevano di punto in bianco come se mancassero alcune vignette, mi irritava passare da una situazione ad un'altra senza un attimo di respiro. 
Ma col proseguire dei volumi i disegni  sono migliorati, le protagoniste sono cresciute non solo nel fisico ma anche nella mente, si fanno largo personaggi secondari quali Kamiya, altrimenti detto topaccio, un ladro di gioielli invaghito di Hitomi che cerca più volte di convincerla a lasciare Toshio perché rivali; Asatani, collega di Toshio e di lui innamorata, che ha intuito la vera identità delle ragazze; Hirano e Takeuchi, colleghi di Toshio e Asatani, invaghiti rispettivamente Rui e Ai.
I sentimenti dei protagonisti diventano più profondi, ma anche più pesanti da sopportare Hitomi è tormentata poichè la carriera del fidanzato è affossata dalla presenza di "Occhi di gatto": inizia a farsi spazio un'idea sempre più allettante : e se Toshio entrasse nella banda "Occhi di gatto"? 
Hitomi comincerà ad avvicinare Toshio sempre più spesso, cercando di irretirlo nellle vesti di gatta, ma contemporaneamente diventando gelosa del suo alter ego.
Momenti commoventi, altri romantici e le immancabili gag di susseguono e si intrecciano sempre più fino ad arrivare ad un finale dolceamaro che di scontato non ha nulla ma che lascia un po' di amaro in bocca per più di un motivo.

Ho deciso di approfittare della ristampa ad opera  della Planet per leggere e poi parlarvi di questa serie che consiglio calorosamente! 
Giudizio finale :  

venerdì 1 febbraio 2013

Halcyon Lunch - Hiroaki Samura

Dopo una lettura ripresa ed abbandonata più volte, stamattina mi sono costretta a finirlo e ho letto il secondo volume tutto d'un fiato.
Sto parlando di Halcyon Lunch, opera (se così possiamo chiamarla) in 2 volumi di Hiroaki Samura, autore del più famoso -e spero migliore- l'Immortale.
Hyos

Trama:

Gen Adashino è un quarantunenne che dopo aver perso la sua ditta a causa di un impiegato fraudolento si ritrova, abbandonato dalla moglie e dal figlio, a vivere come un vagabondo. Un giorno mentre sta pescando su un fiume (nella speranza di mettere qualcosa sotto i denti), incontra una ragazza un po' svampita Hyos che in pochi secondi fa sparire un carretto con i bagagli, gli unici averi rimastogli. Mentre si scervella per capire come possa essere possibile una cosa del genere, compaiono tre loschi figuri, due ragazzi e una ragazza, che avevano una piantagione di marijuana proprio dove Gen si era fermato a pescare.
I tipi pretendono -come se fosse ovvio- di essere risarciti, ma finiscono per essere trasformati in nebbia e mangiati da Hyos. Dopo un momento di stupore (da cui si riprende fin troppo in fretta) Gen comincia a spiegarle che non può mettersi a mangiare esseri umani a destra e manca, così Hyos prova a vomitarli (ribrezzo), ma ne esce una cosa assurda, formata da parti di baglio, i due esseri umani e un pesce (doppio ribrezzo).
Che essere sarà ma questo?
Gen a quel punto (con Hyos e Medako, la compare dei tipo loschi, al seguito) decide di andare dall'impiegato fraudolento, con l'intento di farsi restituire i 20 milioni di yen il cui furto ha portato alla bancarotta della sua ditta (farlo prima o andare dalla polizia no?). Shinji, fratello di un amico, credo defunto, di Gen, dopo essere stato messe alle strette confessa di aver rubato i soldi del suo capo per aiutare una ragazza che l'ha infinocchiato con la storia (vecchia come il cucco), del padre malato la cui operazione l'aveva sommersa di debiti. E poiché da allora il rimorso non l'ha mai abbandonato chiede un ulteriore prestito a Gen per scovarla e farsi ridare i soldi (di nuovo: farlo prima no? Devi per forza aspettare che la tipa se li spenda tutti?)
Traizo
In una situazione assurda e che diventa più paradossale di minuto in minuto interviene Traizo, che spiega come sia lei che Hyos siano aliene, il cui compito è mangiare l'azoto presente nell'atmosfera, ma Hyo ha perso il device, uno strumento di controllo su ciò che si può mangiare e cosa no. L'obbiettivo di Gen è di ritrovare questo device, mentre Shinji si metterà alla ricerca della donna che lo ha fregato e farsi restituire i 20 milioni di yen.

Pensiero:

La trama è a abbastanza semplice, ma è piena di nonsense, eventi assurdi che vengono dati per assunto, continue e ripetute scene di vomito. Ma la cosa peggiore è lo spropositato numero di citazioni di cui è infarcito il volume (in particolare le prima pagine) che rallentano la lettura ma senza apportare nulla alla storia: fanno infatti riferimento a personalità giapponesi, politici, serie che in Italia non le abbiamo neanche mai sentite nominare. L'esorbitante numero di citazioni costringe il lettore (quelli che vogliono leggersele tutte) ad aprire praticamente il manga a 180° (cosa che aborrisco, infatti su quelle ho fatto "passo"). Finito il primo volume (come ho già detto non senza continui abbandoni e riprese) sono passati giorni senza avere la minima voglia di conoscere l'epilogo della storia, finché stamattina mi sono fatta forza e ho preso il seguito. Qui, al contrario del precedente le citazioni non sono così numerose, la storia procede meglio e si ritrova un filo logico che mancava totalmente nel primo volume. Sussistono alcuni "problemi strutturali" quali situazioni che non ricevono spiegazioni (che ci fanno Shinji e Triazo nel sottomarino; come quando e perchè Triazo viene portata dal pappone e finisce per far parte del suo harem, come fa Akira a prendere possesso della mente di Hyos durante la notte e perchè questo elemento si perde col proseguire della narrazione?), tempistiche che non coincidono (se Traizo passa un anno dal "pappone" e sei mesi durano le restanti vicende, com'è possibile che dovranno tornare sul loro pianeta fra un anno e mezzo se la durata della loro missione era due anni?) e scene di ribrezzo quando la sopracitata Akira si infila due dita in bocca per fare un dono che non le appartiene (e che non capisco come facesse a saperlo) e per concludere l'epilogo finale in cui tutto finisce bene ma non si sa precisamente come.
In sostanza una storia che ho cominciato a leggere perché era sulla mensola della libreria a casa, continuata perché constava di due soli tankobon, ma che non rileggerei neanche per tutto l'oro del mondo. 
Giudizio finale : 

giovedì 31 gennaio 2013

Le scarpe rosse - Joanne Harris (sequel di Chocolat)

Ieri sera, approfittando di una notte insonne ho finito il sequel di Chocolat (recensione qui), avevo infatti deciso di aspettare che le impressioni non propriamente positive del primo di affievolissero (e l'uscita del terzo volume).

Trama:

Sono passati quattro anni da quando Vianne e le due figlie Anouk e Rosette (frutto di una notte d'amore con lo zingaro Roux) hanno lasciato Lansquenet, quattro anni in cui un evento misterioso ha cambiato completamente il modo di vedere e vivere la vita di Vianne.
Niente più magia, niente più festival, adesso lavora in una chocolaterie di quart'ordine in cui si limitaq a rivendere prodotti scadenti ai turisti che passano da Monmartre. Ha iscritto Anouk, anzi Annie, ad una buona scuola e si divide tra i pochi clienti e l'educazione di Rosette che non sa parlare, non va a scuola, e ha qualche problema comportamentale. Come se non bastasse (vuoi proprio farti del male) Vianne - Yanne de Charbonneau - è fidanzata con un riccone gradasso, tale Thierry, che le trasmette un senso di sicurezza e le strappa una promessa di matrimonio.
Un giorno sulla soglia della chocolaterie compare Zozie dell'Alba, strana e affascinante donna che calza delle fantastiche scarpe rosse. Man mano si intrufola nella vita delle ragazze, aiutando gratuitamente Vianne a rivoluzionare il negozio, convincendola a fare sa sola i suoi cioccolatini, e attirando come un falò i clienti, ignare falene del pericolo in agguato. Ebbene sì, perchè non è tutto oro quello che luccica e nulla e gratuito, infatti Zozie per il suo aiuto richiede un lauto compenso: la vita di Vianne e Anouk, nella cui magia grezza intravede un potenziale inimmaginabile.

Pensiero:

La storia di dipana su tre fronti, tre voci narranti : Vianne alle prese con una vita che ha perso colore e mordente, Anouk, ormai diventata un adolescente arrabbiata che cerca di sopravvivere a compagne di classe bieche e meschine che non esitano a rimarcare costantemente l'inferiorità economica della ragazzina, e per finire Zozie, cinica e spregevole che non si fa scrupoli ad eliminare qualunque ostacolo possa frapporsi fra lei ed il suo obbiettivo.
Fortunatamente non tutti soccombono al suo carisma magico: Jean-Loup, compagno e amico di Anouk, che per primo vede la falsità nell'operato di Zozie e Roux, da sempre restio a subire influenze magiche avverte qualcosa in questa donna che non lo convince.

Lontano dalla pedanteria e tediosità del curé Reynaud, questo trittico di voci ben si amalgama, avvince il lettore e rende la lettura veloce e scorrevole; la meschinità dei pensieri e delle azioni di Zozie mi hanno procurato non pochi brividi ("Non mangiarlo Jean-Loup!") è contrapposta alla bontà di Vianne, a dispetto di una vita non sempre facile. Anouk è una Vianne in fieri - la sua bontà è innegabile, così come il suo preoccuparsi e prodigarsi per gli amici -, ma la cattiva influenza di Zozie potrebbe avere effetti deleteri.

Il romanzo, pur mantenendo un tono leggero affronta tematiche importanti come la diversità dell'handicap, il razzismo, l'emarginazione, le difficoltà di una donna sola nel crescere i figli, la supponenza indotta dalla ricchezza.
Inutile ripetermi, opera ben strutturata che ottiene la mia approvazione.
Giudizio finale : 

lunedì 28 gennaio 2013

Nuovi arrivi: Special A! by Maki Minami

Conosciuto in terra italiana grazie al fantastico lavoro dei subbatori prima e successivamente di Rai 4 che ne ha acquistato i diritti, finalmente approda sulle nostre sponde il manga d'esordio di Maki Minami.
Copertina primo volume

Titolo: S•A Special A.
Autore: Maki Minami.
Specifiche tankōbon: 11,5x17,5, B, 208 pp, b/n.
Serie: 17 vol. completo.
Uscita: mensile.
Prezzo: € 4,30.
Uscita: Solo in fumetteria dal 9 Gennaio 2013.

Qui potrete sfogliare le prime pagine del volume.




Trama

Figli di due amici appassionati di wrestling, Hikari Hanazono e Kei Takishima, sono acerrimi rivali dalla tenera età di 6 anni. Eterna seconda, per Hikari ogni occasione è un'opportunità per sconfiggere il suo avversario, ragion per cui ha convinto i suoi genitori di iscriverla allo stesso istituto di Kei, nonostante le tasse proibitive.
Tutti in adorazione?!?
Questo istituto particolare suddivide gli studenti in base a voti, dalla A alla F, e oltre la A c'è una classe speciale di cui fanno parte solo sette alunni, chiamata Special A (abbreviata in  S.A.). Rimasta inalterata fin dalle elementari, i sette ragazzi sono idolatrati dagli altri studenti dell'istituto, hanno una divisa diversa e passano le loro giornate in una serra dotata di tutti e comfort chiamata il paradiso del campus. 
Immancabili saranno gli intrecci, le gelosie e gli amori e cotte.

Ryu  -  Megumi  -   Jun  -   Kei  -   Hikari  -  Akira  -  Tadashi

Pensiero

Come potete leggere la trama è abbastanza lineare, una continua rincorsa, fatta di rivalità ma anche di sentimenti che vanno dall'amicizia all'amore, contornati dalla totale ottusità (immancabile pure quella) della protagonista femminile. Un manga piacevole, che ti piazza il sorriso sulle labbra per tutta la durata della lettura.
Le caratteristiche per cui consiglio calorosamente questo manga sono :
E' concluso : 17 volumi a cadenza mensile, con la certezza che l'opera finirà (a tal proposito ultimamente sono stata rassicurata su parecchie opere - Piece, Switch Girl, Black Bird e Fate/stay night: mi hanno tolto un peso da cuore) e che quindi non farà la fine di Perfect Girl Evolution.
Ha un bel finale: nel momento in cui chiuderete l'ultimo volume resterete soddisfatti non solo per la conclusione (scontata) ma anche per come si ci è arrivati. Inutile dirlo: mi è piaciuto davvero tanto.
Il disegno: l'unica pecca che mi sento di critcare, migliorerà di volume in volume, facendo perdere al povero Kei l'aria da effeminato che lo contraddistingue nelle prime pagine.
L'edizione : Star Comics - serve dire altro?- Buona l'impaginazione e la qualità della carta, ma ad un prezzo contenuto.
Giudizio finale : 

Vi lascio con un amv pescato su youtube.
Alla prossima!!!

58ª edizione del Premio Shogakukan

Un paio di giorni fa ho letto una notizia che mi ha fatto enormemente piacere, Piece (recensione --> qui) ha vinto il premio Shogakukan come miglior shojo del 2012!
Sponsorizzato dall'omonima casa editrice è uno dei premi più importanti per quanto riguarda i manga e consta di 4 categorie :  Kodomo, alias manga per bambini, Shonen, manga per ragazzi, Shojo, manga per ragazze, e Generale, il miglior fumetto dell'anno.
Sfogliando l'albo d'oro troviamo titoli che hanno fatto la storia dei manga quali Slam Dunk, Yu degli spettri, Lamù, Galaxy Express, Touch, Dr. Slump, e i più recenti Nana, Inuyasha, Lovely Complex, La Clessidra,
I vincitori per il 2012 sono :

Kodomo

Kaitō Joker di Hideyasu Takahashi

Non esistono oggetti che Joker, il misterioso ladro, non possa rubare. Con i suoi trucchi magici, Joker gira per il mondo e ruba ogni tesoro! Esisterà qualcosa in grado di fermarlo?

Shonen
Silver Spoon di Hiromu Arakawa


Il giovane Yugo Hachiken sembra desideri vivere separato dalla propria famiglia, ed infatti appena possibile si iscrive ad una scuola di agricoltura, del tipo che prevede che gli studenti vivano in dormitorio. Egli è convinto che con il suo talento nello studio non avrà alcun problema nel frequentare qualsiasi scuola, e questa non farà eccezione; ma i fatti gli daranno torto: da buon ragazzo di città, abituato ad avere tutto con facilità, non ha idea di quanto possa essere dura la vita di campagna. Ecco la storia di Hachiken, e di come questi cercherà di tenere il passo dei suoi amici già abituati alla laboriosa vita contadina.

Shōjo

Piece di Hinako Ashihara

Mizuho è una studentessa universitaria molto riservata che però cerca sempre di capire il carattere degli altri, cercando un senso di contatto. La morte improvvisa di una vecchia compagna di liceo, e la scoperta di un tradimento, la porteranno a riflettere sulla sua vita, sul suo rapporto con il prossimo, sul suo passato e sul suo futuro.


Generale


I am a Hero di Kengo Hanazawa

Hideo Suzuki è un trentacinquenne, un assistente mangaka e un fallito. Sì perché da anni vorrebbe sfondare, diventare un mito grazie a una nuova incredibile serie, ma finora è riuscito solo a barcamenarsi tra la strana storia con la sua ragazza e le sue delusioni. Tuttavia il mondo sembra avere dei piani diversi per lui: sinistre e oscure macchinazioni cambieranno la realtà che ha imparato a conoscere… Sarà pronto a diventare un eroe?


Fonte :  Animeclick

giovedì 24 gennaio 2013

Saper vedere

Viaggiai per giorni e notti per paesi lontani.
Molto spesi per vedere alti monti,
grandi mari.
E non avevo gli occhi per vedere
a due passi da casa
la goccia di rugiada
sulla spina di grano.

(R. Tagore)

Nuova sezione!

Come potete vedere c'è una nuova pagina, "I miei e book", come si può intuire dal titolo è la lista dei miei ebook, per la maggior parte .epub. Se siete interessati ad un libro o ad una saga potete lasciare un commento, cercherò di rispondere celermente.
Besitos!

mercoledì 23 gennaio 2013

Lara Adrian - La stirpe di Mezzanotte

Rieccomi qui! Non sono morta, sono solo fuggita dalla scrittura e dal mondo in generale, rintanandomi nel mio mondo, quello fatto di libri, anime a manga.
Quindi comincio con l'augurarvi: Buon 2013! (meglio tardi che mai)
E proseguo a parlare dell'ultima saga letta : "La Stirpe di Mezzanotte", di Lara Adrian.
Generalmente sono sempre restia a scrivere di queste saghe immense, in particolare quando non si intravede una fine, ma in questo caso pur non avendo messo un punto definitivo a tutta la storia, abbiamo concluso un arco narrativo importante.

Trama: 

Nascosta nell'ombra, relegata dal folklore popolare a semplice leggenda, un'altra razza vive in mezzo a noi, parte umana e parte aliena: La Stirpe (noi li conosciamo come vampiri).
In un tempo remoto 8 alieni, gli Antichi, caddero sulla Terra, invadendola. Incapaci di assumere cibo, si nutrivano di sangue umano e la loro pelle si ustionava a contatto con i raggi solari. Uccisero e stuprarono senza pietà chiunque attraversasse la loro strada, per il semplice gusto di farlo. Da alcune di queste violenze vennero generati dei figli, i Gen Uno, primi capostipiti della Stirpe. Questi avevano ereditato da parte paterna "l'allergia al sole" e un organismo incapace di assumere cibo, mentre da parte materna l'umanità e il bisogno di ordine e disciplina. Ma il sangue è sia una necessità che una droga e assumendone in quantità eccessive si cade nella dipendenza, la "Brama di Sangue", finendo così per diventare dei Ribelli
Dopo l'assassinio della madre da parte del padre (uno degli Antichi) in preda alla brama di sangue, Lucan Thorne fonda l'Ordine con lo scopo di eliminare gli otto alieni. In seguito il compito dell'Ordine sarà lo sterminio dei Ribelli e mantenere segreta la loro esistenza alla razza umana.
In un complesso segreto a Boston Lucan e l'Ordine da lui fondato vegliano sulla città e sulla Terra. Una notte incontra Gabrielle, giovane fotografa che pare intenzionata a mettersi nei guai, viene infatti attratta da tutti i luoghi in cui i vampiri amano radunarsi o, peggio ancora, vivono. Uno sguardo e Lucan cade preda del suo fascino, sa che deve averla. E'sicuro che l'avrà, almeno finchè non nota una minuscola voglia dietro l'orecchio. Simbolo delle Compagne della Stirpe, donne umane dotate di un DNA unico, capaci di portare in grembo la nuova generazione di vampiri (che per un'anomalia genetica sono esclusivamente maschi). Donne venerate e con le quali i membri della Stirpe creano un vincolo indissolubile. In qualità di capo dell'ordine Lucan non può permettersi distrazioni, non può permettersi un punto debole quale sarebbe una Compagna, ma contro il destino c'è poco da fare. 
Pian piano conosceremo i guerrieri (Dante, Tegan, Rio, Niokolai, Andreas, Kade, Brock, Hunter e Chase) le loro storie, i loro demoni e le loro compagne (Tess, Elise, Dylan, Renata, Claire, Alex, Jenna, Corinne e Tavia). 

Pensiero:

Fin dal primo libro la vicinanza con la saga di J.R. Ward, la "Confraternita del Pungale Nero", è parsa lampante. E non solo perchè trattano di vampiri.
  1.  Entrambi hanno il compito di difendere la propria razza e gli esseri umani dai Ribelli/lesser
  2. Vivono in un complesso tutti insieme, all'inizio si definiscono fratelli ma sono per quel che riguarda la guerra, con l'aumentare della popolazione femminile diventerà sempre più una casa e una famiglia.
  3. Hanno dei problemi con l'Agenzia/glymera che guarda il gruppo di guerrieri dall'alto in basso anche se la loro sopravvivenza è garantita proprio da loro.
Ma non solo! Anche i personaggi Gideon-Thor (gli accoppiati, comandanti in seconda, più ragionevoli dei rispettivi "capitani"), Lucan-Wrath (capi e fondatori), Dante-Rhage (letali in guerra ma svagati e decisi a prendersi tutti i vantaggi che può offrire la vita), Tegan-Zadist (dal passato e costellato di violenza). 
Inizialmente mi sembrava di leggere una versione sbiadita e più pudica della "Confraternita". Ritenevo inoltre le storie troppo individualistiche, prive di quella coralità e quel senso di gruppo che nella Ward non è mai mancato. Per non parlare delle donne che venivano accantonate e messe a mangiare e copulare.
Man mano però col proseguire della storia l'insorgere di nuovi nemici, i romanzi migliorano e queste mancanze vengono ridotte sempre più (non spariscono, ma diminuiscono), così come il maschilismo estremo. La storia prende una direzione diversa, ho cominciato quindi ad affezionarmi ai protagonisti e alle loro compagne, a soffrire e sperare con loro.

L'unica pecca che permane in tutti i romanzi è la ripetitività dei termini e delle situazioni: si l'abbiamo capito il titanio corrode i Ribelli, la Brama di sangue è come una droga, le Compagne della Stirpe hanno un DNA unico, con le quali attraverso lo scambio di sangue si crea un vincolo impossibile da distruggere fino alla morte; dobbiamo per forza ripeterlo ogni volta?!?!?! 

Come ho detto col decimo capitolo si conclude un arco narrativo, dal prossimo romanzo, in uscita il 26 Febbraio si partirà con un la storia della piccola Miria, ambientata 20 anni dopo.

EDIT : Dimenticavo! Giudizio finale :